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INTRODUZIONE
- X EDIZIONE
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Il
Festival Quartieri dell’Arte celebrerà la sua decima edizione e i molti
anni di ricerca nell’ambito della drammaturgia dal 16 settembre al 30
ottobre 2006 con la prima assoluta di opere di prestigiosi autori italiani
ed internazionali.
Tra
i nuovi testi programmati al Festival, Il pane dell’inverno di
Victor Lodato, astro nascente della drammaturgia americana, che è stato
sostenuto nella stesura del suo lavoro dalle fondazioni Guggenheim
e Rockfeller. Il New York Times, in un suo articolo, ha segnalato il fatto
che un’opera di alto livello come quella di Lodato non avesse ancora
ricevuto una prima mondiale. Il pane dell’inverno è la storia di
un giovane ragazzo senza padre estraniato dalla madre e intrappolato in
una brutale relazione col fratello maggiore. Il ragazzo ha sviluppato un
forte affetto per la domestica che lavora in casa sua. La relazione del
ragazzo col fratello si contrappone ai freddi rapporti della domestica con
la propria madre e anche al flirt che intrattiene con un uomo difficile.
I
personaggi, ognuno in cerca di conforto e calore umano, cominciano a
collidere l’uno con l’altro in un crescendo di disperazione e
violenza. La disperazione viene amplificata da una sorta di apocalisse
ecologica: aria tossica, pioggia acida e uno strano fenomeno solare che
lascia i personaggi letteralmente a farsi strada nel buio. Dice Lodato
della sua opera “abbiamo spesso la sensazione di essere soli anche
quando siamo insieme. In un clima del genere ci
dimentichiamo del contatto. Il contatto fisico, la vera intimità,
diventa quasi un territorio straniero nel quale vaghiamo incerti. Per me
questo testo è in definitiva su due persone, in un mondo congelato di
intimità fallite che si ritrovano in un inaspettato momento di grazia.”
Altra
prima assoluta sarà La conversazione di Linda Ferri,
sceneggiatrice dei film La stanza del figlio di Nanni Moretti e Anche
libero va bene di Kim Rossi Stuart. La conversazione prima
prova teatrale della Ferri è un confronto di una figlia trentacinquenne
con la figura del padre morto a 35 anni. “Questo testo nasce da
un’esperienza rimasta a lungo inconsapevole”, dichiara l’autrice
“un’esperienza insieme strana e comune a molti di noi: la vicinanza
con le persone che abbiamo amato, e che sono scomparse. Negli anni, il mio
dialogo con loro non si è mai interrotto - un dialogo sui generis, che si
accendeva nei momenti più inaspettati, interferendo con la vita di tutti
i giorni: frasi, immagini e pensieri estemporanei e incompiuti, frammenti
a volte così impercettibili da venire ignorati o presto accantonati dalla
mente. Un giorno ho provato a ricomporli, a mettere in luce il filo
nascosto che li univa e mi è parso di scoprire che il cuore della
“conversazione” non riguardasse tanto il passato e la memoria, quanto
l’attualità, la tensione drammatica del presente e della vita”.
La
conversazione viene rappresentata il 16 settembre assieme alla prima
mondiale de L'uomo più crudele di Gian Maria Cervo: una mattina
del 1610, un uomo dall’apparente età di trent’anni viene convocato a
Bicse (Ungheria) per le indagini sul processo a Erzebeth Bathory, il primo
caso di vampirismo documentato dalla medicina ufficiale. L’uomo è Voico
Dobrita, forse ha 173 anni, forse e’ stato il segretario di Vlad Tepes
Dracul, antenato di Erzebeth e voivoda della Valacchia nella seconda metà
del Quattrocento. Voico ripercorre la sua vita con Vlad, L’uomo più
crudele davanti al giudice che indaga sulle origini diaboliche di
Erzebeth.
L’uomo
più crudele é un testo sugli aspetti favolistici e fittizi della
storia. Costruito come un giallo, per flashback e flashforward che
spaziano dalla Valacchia del Quattrocento alla Bloomsbury degli inizi
Novecento, rivela progressivamente l’orrore che si nasconde sotto le
rassicurazioni del quotidiano in una specie di olimpiade del sangue. La
trama è narrata in modo non lineare. E' un testo ricco di giochi
temporali e alcuni dei personaggi si muovono, come succede nell' Orlando
di Virginia Woolf, attraverso varie epoche. Quattro delle sei figure
in scena indossano semplicemente maglioni e pantaloni neri. I soli
personaggi che portano un costume sono Vlad Tepes Dracul (che indossa il
costume rosso in cui viene ritratto nel Quattrocento) e Virginia Woolf
(che porta un vestito inizi Novecento). Lo stesso tavolo e le stesse due
sedie accompagnano i personaggi attraverso il tempo. In tutto l'arco della
vicenda appaiono in scena solo tre oggetti di attrezzeria.
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Il
Festival ospiterà il 19 settembre la prima assoluta de L' uomo piegato
di Antonio Negri, figura leggendaria nella storia italiana, autore con
Michael Hardt, di una delle più acute analisi della società globale Impero,
saggio che è stato oggetto di dibattito e che ha suscitato negli ultimi
anni grande fermento in tutte le università del mondo "da San Paolo
a Tokyo" per usare l'espressione del New York Times. L'uomo
piegato, che sarà messo in scena da Pierpaolo Sepe, è ambientato nel
periodo della resistenza: "è questa la storia di un uomo che,
davanti ai fascismi sempre risorgenti, si piega per non spezzarsi.
Dall'indignazione, dalla resistenza e dal rifiuto spesso nascono le
passioni più gioiose" dice
lo stesso Negri.
Lo
sceneggiatore e regista cinematografico britannico (suoi i film Gormenghast
- come sceneggiatore - con Jonathan Rhys Meyers e Christopher Lee
protagonisti e Maria's Child - come regista - con Fiona Shaw)
Malcolm McKay assisterà alla prima mondiale della sua opera Il Tempio
del Popolo al Festival Quartieri dell'Arte il 9 ottobre in una
collaborazione tra il Festival, il CSC Scuola Nazionale di Cinema diretta
da Giancarlo Giannini e il prestigioso Royal Exchange Theatre di
Manchester diretto da Jacob Murray. La vicenda al centro della piece è
quella della setta che guidata da Jim Jones commise suicidio di massa in
Guyana nel 1978.
Uno
dei maggiori artisti visivi tedeschi, John Bock presenterà la sua nuova
opera al Festival con la regia di Jochen Dehn, giovane talento, già
ospite di Qda nel 2002, che si è fatto notare per i suoi spettacoli
innovativi in alcune delle più prestigiose istituzioni culturali in
Germania e in Europa (tra queste la Volksbuehne di Berlino,
la Deutsches Schauspielhaus di Amburgo, il Residenztheater di
Monaco, i Documenta di Kassel e la Biennale d'Arte di Venezia). Lo
spettacolo, basato sui temi della spedizione e della conquista, avrà
luogo in una piscina termale (sia sopra che sotto il livello dell'acqua) e
il pubblico potrà nuotare assieme agli attori. Come dice lo stesso Jochen
Dehn in una sua recente dichiarazione "Non vinceremo contro
l'acqua, avremo le nostre telecamere puntate contro virus, lotteremo,
faremo delle foto delle aree che intendiamo invadere, annientare. Qualcosa
del genere. Saremo Brent Sattler. Ma saremo un po' più astratti della
politica o del telegiornale"; e ancora sugli aspetti tecnici
"la sfida sarà creare i pesi necessari, tenere sott'acqua le
bolle d'aria, fatte di non so quale materiale, John pensa di fiberglass".
Inoltre
Stefano Ricci e Gianni Forte interagiranno col performer Paolo Angelosanto
nella prima sit-com teatrale italiana Wunderkammer Soap che chiuderà
il Festival il 30 ottobre col suo primo episodio. Il progetto ispirato a
temi marloviani, vuole essere una celebrazione del Festival del genio di
Christopher Marlowe di cui Quartieri dell'Arte ha proposto l'opera
completa nell'arco di varie edizioni. Sempre nell'ambito di questa sezione
programmatica sarà possibile vedere la prima rappresentazione assoluta
del frammento Mortimer, His Fall che doveva essere la risposta del
drammaturgo giacomiano Ben Jonson all'Edoardo II di Marlowe. Il
frammento sarà proposto in una performance installazione dell'artista
austriaco Christian Rainer. Oltre alle numerose prime assolute, il
Festival ospiterà la visita del prestigioso Burgtheater di Vienna il 17
settembre. L'istituzione culturale austriaca porterà a Viterbo (si tratta
della prima visita del Burg nel Lazio e di una delle rare visite in Italia
- finora limitate al solo territorio tirolese) la sua produzione di Jackie
del Premio Nobel Elfriede Jelinek uno degli autori contemporanei più
vicini all'antico teatro viennese che ha inscenato per primo alcune delle
più celebri opere di Mozart e che è stato la casa di alcuni dei più
importanti autori di lingua tedesca della storia della letteratura.
Inoltre ci sarà una nuova produzione del testo di Alberto Bassetti La
gabbia il 19 settembre. L'opera di Bassetti nasce dall’urgenza di
indagare la nostra attualità attraverso l’insicurezza e
l’insoddisfazione non di un emarginato, ma di una persona apparentemente
realizzata che si trova in una situazione di costrizione che potrebbe
esserle fatale e mette letteralmente in scena un misterioso personaggio
che si rivela l'alter ego del protagonista.
Il
Festival ospiterà ancora sezioni sui nuovi scrittori italiani,
dell'Europa dell'Est e latinoamericani.
Gli
spettacoli della decima edizione del Festival si svolgeranno nei luoghi
storici del teatro e della teatralità di Viterbo. Non solo i teatri
antichi e moderni ma anche le vie, le piazze e gli edifici che hanno fatto
da cornice ad importanti eventi teatrali nel Medioevo e nel Rinascimento -
primo fra tutti il Palazzo dei Priori le cui sale interne saranno sede di
intrattenimenti dopo secoli- ospiteranno gli allestimenti dei testi
contemporanei proposti da Quartieri dell'Arte. "E' il modo
migliore per celebrare un Festival che ha sempre ricercato delle
associazioni tra evento teatrale e luogo di spettacolo che potessero
garantire un'intensificazione del senso, del significato" dicono
i direttori artistici Gian Maria Cervo e Alberto Bassetti e il consulente
per le arti visive Marcello Carriero, "un Festival che ha espresso
e continua ad esprimere una fascinazione per il movimento e per una
ricerca genuina, tesa a superare cliché veteroavanguardistici, routine e
culture orecchiate".
In
questa politica di ricerca innovativa e recupero della tradizione
dimenticata si inserisce anche la messa in scena del Pericle, principe
di Tiro di William Shakespeare la cui principale fonte indiretta è il
Pantheon, poema di Goffredo da Viterbo (monaco semisconosciuto
vissuto nel XII secolo nel capoluogo della Tuscia, riscoperto da Quartieri
dell'Arte come fonte scespiriana), opera della quale si potranno ascoltare
alcuni frammenti nell'allestimento proposto al Festival.
Alcune
delle opere del Festival saranno proposte in gemellaggio col Centro Outis
di Milano ente organizzatore del Festival Tramedautore presso il Piccolo
Teatro di Milano. In più si aprirà una collaborazione tra il Festival
Quartieri dell'Arte e il Teatro Eliseo di Roma che ospiterà le opere di
Jelinek, Cervo e Ferri presentate al Festival. Infine il Festival di
Drammaturgia Europea di Santiago del Cile ospiterà un'opera di Alberto
Bassetti in collaborazione con QdA.
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